10 BELLE NOTIZIE PER L’AMBIENTE NEL 2023

"Earth Care People Care Fair Share - Melbourne World Environment Day 2011" by John Englart (Takver) is licensed under CC BY-SA 2.0.

Fonti: https://www.lifegate.it/cose-belle-2023

  1. La riserva Yasuní, in Amazzonia, è salva dal petrolio

Il 20 agosto la popolazione ha vinto il referendum dicendo “sì” allo stop a tempo indeterminato alle trivellazioni alla ricerca di petrolio nella riserva di Yasuní, in piena foresta Amazzonica.

L’Amazzonia una delle aree più biodiverse del Pianeta per cui associazioni e popoli indigeni si battono da anni.

Si tratta di una vittoria storica “per l’Ecuador e per il mondo intero”.

Le associazioni ecologiste, i partiti ambientalisti e le popolazioni indigene hanno accolto con grande soddisfazione l’esito del referendum che, unitamente alle elezioni presidenziali, è stato sottoposto al voto degli elettori nella giornata di domenica 20 agosto.

  1. Mai così tanti nidi di tartarughe marine nel 2023

Le coste italiane si rivelano ancora una volta il rifugio ideale per le tartarughe marine. In Italia sono stati registrati 444 nidi di tartarughe Caretta caretta: in Sicilia 156, Calabria 125 e Campania 54. Sono i dati diffusi da Legambiente.

Il 2023 è stato l’anno dei record per i nidi di tartarughe © Green report
  1. Il Parlamento europeo ha detto sì alla prima legge sul ripristino della natura

Il Parlamento europeo approva con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti, la Nature restoration law, la prima legge sulla natura proposta e approvata dal continente europeo.

La Nature restoration law vincola i paesi membri a ripristinare il venti per cento del territorio marino e terrestre dell’Unione europea entro il 2030.

  1. Sedici giovani attivisti hanno vinto una causa di giustizia climatica contro il Montana

Ad Agosto una giudice della Corte distrettuale della contea di Lewis and Clark, nello stato americano, ha dato ragione ai 16 ambientalisti che alcuni mesi fa avevano portato a processo il Montana. Accusavano lo stato di aver adottato politiche fossili che hanno violato il loro diritto costituzionale a un ambiente pulito e salubre. Un caso che può fare scuola per tutte le cause aperte nel mondo.

5. Le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili lo scorso inverno

Nell’inverno 2022-2023 le rinnovabili hanno generato il quaranta per cento dell’elettricità dell’Europa, contro il 37 per cento dei combustibili fossili. E con la produzione di combustibili fossili in calo, le emissioni del settore energetico dell’Ue durante l’inverno sono state le più basse di sempre.

Impianto eolico sulla costa di Fukushima © Francesco Bassetti
  1. L’Unione Europea ha detto basta all’invio di rifiuti plastici verso i paesi che non fanno parte dell’OCSE.

Fonte: https://www.alperia.eu/it/magazine/trends/10-buone-notizie-te-dallambiente

L’UE ha deciso di bloccare del tutto l’export di rifiuti di plastica verso lo spazio non OCSE, a prescindere dagli standard garantiti dai paesi beneficiari. E ha dato un giro di vite sui criteri per inviare all’estero altre tipologie di rifiuti, pericolosi e non. Tra cui l’obbligo di applicare la procedura di notifica e autorizzazione preventiva scritta, e un monitoraggio della conformità dei rifiuti più attento.

  1. Primo treno a idrogeno in Italia: arriva nel 2024

Fonte: https://veracura.network/speranza-ecosostenibile-buone-notizie-per-luomo-e-lambiente/

Il primo treno a idrogeno, prodotto da Alstom, un gruppo francese specializzato nella costruzione di infrastrutture ferroviarie, è stato commissionato da Trenord e Ferrovie nord Milano (Fnm). Questo treno sarà operativo sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo, previsto per entrare in servizio tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Gli esperti nel campo ambientale ritengono che, dopo l’introduzione del primo treno a batteria per la tratta Altamura-Matera, il Coradia Stream rappresenti un altro importante avanzamento tecnologico nel settore ferroviario italiano.

L’arrivo del primo treno a idrogeno in Italia nel 2024 rappresenta un importante passo avanti nella transizione verso il trasporto ferroviario più pulito ed ecologico. I treni a idrogeno sono alimentati da celle a combustibile che convertono l’idrogeno in elettricità, producendo solo acqua come sottoprodotto. Questa tecnologia offre il potenziale per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria, specialmente nelle aree urbane.

L’adozione di treni a idrogeno può contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili nel settore dei trasporti e rappresenta un passo positivo verso la decarbonizzazione del sistema ferroviario italiano. La data prevista per l’arrivo dei treni a idrogeno nel 2024 suggerisce che l’Italia sta investendo nell’infrastruttura e nelle tecnologie necessarie per supportare questa transizione.

Queste iniziative rappresentano un contributo significativo agli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico e promuovere il trasporto sostenibile. I treni a idrogeno, se adeguatamente implementati, possono svolgere un ruolo importante nella riduzione dell’impatto ambientale dell’uomo.

  1. Il successo di Ocean Cleanup

Fonte: https://www.thegoodintown.it/10-buone-notizie-per-lambiente-nel-2023/

Ad aprile 2023, l’organizzazione olandese Ocean Cleanup che si occupa di pulizia degli oceani su larga scala, ha annunciato di aver rimosso 200mila kg di spazzatura dalla Great Pacific Garbage Patch, un’isola di plastica situata nell’Oceano Pacifico in corrispondenza di una spirale oceanica, dove converge un terzo degli 8 milioni di rifiuti plastici che ogni anno si riversano nei mari. Sempre a proposito di rifiuti, poi, un’altra buona notizia arriva dalla Svezia, dove è stato inaugurato l’impianto Site Zero, capace di riciclare più imballaggi in plastica di ogni altro sito al mondo, smistando fino a 20mila tonnellate di imballaggi in plastica all’anno, grazie alle telecamere a infrarossi in grado di distinguere 12 diversi tipi di plastica e rendendo così più semplici la pulizia dell’ambiente e il riciclo.

  1. Il record del Portogallo sulle rinnovabili

Fonte: https://www.thegoodintown.it/10-buone-notizie-per-lambiente-nel-2023/

Tra il 31 ottobre e il 6 novembre, il Portogallo ha prodotto più energia rinnovabile di quella necessaria per il suo fabbisogno elettrico per 149 ore consecutive, generando 1.102 GW di elettricità, rispetto agli 840 consumati nello stesso periodo, con un risparmio equivalente a 262 GW. Il Paese si conferma, quindi, un leader europeo nelle energie rinnovabili, e, pur tenendo conto della sua ricchezza di possibilità energetiche pulite (basti pensare all’esposizione solare e alla quantità di vento) e della popolazione relativamente scarsa (poco più di 10 milioni di abitanti), rappresenta un esempio incoraggiante.

 

  1. In Italia i numeri dei pesticidi nei cibi continuano a migliorare

Fonte: https://www.lindipendente.online/2023/12/28/in-italia-i-numeri-dei-pesticidi-nei-cibi-continuano-a-migliorare//

Il 19 dicembre è stato presentato a Roma il dossier Stop pesticidi nel piatto, redatto da Legambiente in collaborazione con Alce Nero. Dal nuovo report annuale emergono dati positivi, che confermano la tendenza di riduzione nell’uso di pesticidi già in atto negli ultimi anni e avvicinano l’Italia alle soglie di utilizzo fissate dall’Unione Europea. Gli studi sono stati condotti su un campione di 6085 alimenti provenienti da agricoltura convenzionale e biologica, da cui risulta una percentuale molto bassa di alimenti irregolari. Questi dati confermano la posizione di capofilache l’Italia detiene nel settore agroalimentare, grazie a una superficie di 2,3 milioni di ettari coltivati a biologico e con una SAU (Superficie Agricola Utilizzata) pari al 18,7%. Tra le rassicurazioni, Legambiente avvisa comunque che i passi da fare sono ancora tanti e, a tal proposito, lancia qualche suggerimento per superare le criticità e andare incontro alle esigenze della salute dei cittadini e del benessere dell’ambiente.

Dai dati raccolti da Legambiente risulta in diminuzione tanto la percentuale di campioni irregolari, che si ferma a quota 1,62%, quanto quella delle tracce presenti negli alimenti nei limiti di legge, scesa dal 44,1% dello scorso anno al 39,21%, mentre è in aumento la percentuale degli alimenti regolari e senza residui, che cresce dal 54,8% al 59,18%. Come ogni anno, la categoria più colpita risulta la frutta, di cui il 67,96% di campioni presenta uno o più residui di pesticidi, e nello specifico la frutta esotica come banane, kiwi e mango, in cui è stata trovata la più alta percentuale di irregolarità, che tocca il 7,41%. Per ciò che concerne la verdura, i dati sono in miglioramento, tanto che il 68,55% risulta senza residui. Tra gli alimenti trasformati, cereali e vino si confermano quelli con il più alto tasso di residuo permesso (rispettivamente 71,21% e 50,85%), mentre tra i prodotti di origine animale, l’88,17% è risultato privo di residui.

I pesticidi principalmente rilevati dagli studi di Legambiente, nonché quelli di cui si parla quando si tratta dell’argomento, sono fungicidi e insetticidi, ormai appuratiessere fonte di notevoli danni all’ecosistema, oltre che alla salute dei consumatori. Per tale motivo, la Commissione Europea ha proposto il regolamento SUR(Sustainable use of pesticides Regulation), in cui rientra il progetto Farm to fork, un programma decennale che mira a disegnare un sistema alimentare più sostenibileponendo come obiettivo la riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030. I miglioramenti rilevati da Legambiente sono in linea con quelli condivisi dalla stessa Commissione Europea: nella classifica dei paesi che usano meno pesticidi in Europa, l’Italia si colloca infatti al quinto posto, dietro solo a Lussemburgo, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania, e risulta essere uno dei paesi più vicini all’obiettivo del 2030. Diverso il risultato che riguarda l’utilizzo di pesticidi ad alto rischio, in cui l’Italia si colloca perfettamente nella media Europea, ma non registra alcun miglioramento dal 2019.

I miglioramenti registrati nel Belpaese sono notevoli, ma Legambiente tiene a puntualizzare che i problemi da risolvere sono ancora parecchi, e che la contaminazione risulta ancora essere troppo alta. È per tale motivo che l’associazione ambientalista ha lanciato con forza un appello a Italia ed Europa “chiedendo interventi concreti sotto il profilo legislativo”, e nello specifico provvedimenti più solidi in sostegno della SUR e del PAN, il Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Nello specifico, secondo Legambiente serve portare avanti una dura battaglia al glifosato, ed è inoltre necessaria una legge specifica sul multiresiduo che vieti la compresenza di più principi attivi negli alimenti. Quest’ultima regolamentazione è particolarmente urgente secondo l’associazione, perché la presenza di più residui in uno stesso alimento “può provocare effetti additivi e sinergici negativi per la salute umana” e attualmente la percentuale di multiresiduo negli alimenti dotati di tracce è del 23,54%. Ad agire devono essere le istituzioni. Servono norme più capillari che aiutino concretamente il settore dell’agroalimentare e che guardino a un futuro più sostenibile. In Italia le amministrazioni locali hanno più volte dato prova di essere in grado di gestire queste richieste, tanto che ben 70 comuni hanno condiviso regolamenti in materia di fitofarmaci, ma serve un sostegno dall’alto. Non si può dire quale sia il destino del settore agoralimentare, ma vista la situazione nella sua interezza, almeno nel nostro Paese, i miglioramenti degli ultimi anni e il modello virtuoso dei sindaci italiani, lasciano ben sperare.

 

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