Alla scoperta della Valle del Treja, di Mazzano Romano e del MAVNA (Museo archeologico-virtuale di Narce)

Oggi 13 gennaio 2024 l’associazione PROGETTO RADICI APS ha organizzato la visita di un’area molto interessante dal punto di vista ambientale, in quanto il percorso si sviluppa lungo la vallata del fiume Treja.

Quest’area è molto frequentata dagli escursionisti romani che si dirigono prevalentemente in direzione della cittadina di Calcata, spesso tralasciando di visitare il bel paese di Mazzano Romano, che ha come peculiarità quello di avere un piccolo museo archeologico dedicato soprattutto al popolo dei Falisci, oltre che un caratteristico borgo medievale.

Il primo filmato lo dedichiamo al punto di attrazione principale, le cascate di Monte Gelato, punto di partenza del sentiero 001, che ci permetterà di arrivare al borgo di Mazzano Romano [il video è visibile più in basso insieme al secondo].

Qui troviamo espressa la forza dell’acqua che arriva da diverse “vene” (da qui forse l’origine del nome della località Settevene) a confluire in un unico fiume, quello del Treja.

La forza dell’acqua nel tempo è stata utilizzata dall’uomo per ricavarne energia e sostituirla al lavoro manuale.

Così possiamo vedere i resti di un antico mulino (tra l’altro rimasto attivo fino agli anni ‘50 del secolo scorso) e di una torre medievale.

Ma la cosa più bella è rappresentata dall’acqua, dal suo canto leggero, avvolgente, magico, da ascoltare con estrema attenzione e silenzio.

Iniziato il percorso si scende lentamente in quello che è il paesaggio caratteristico lungo i fiumi scavati nel tufo: quello delle forre.

Incisioni scavate fino a 80 metri in cui troviamo nel fondo valle una umidità elevata e una vegetazione ripariale caratterizzata dalla presenza del pioppo bianco, del carpino, dell’ontano, del salice, felci, muschi licheni, ecc.

Aggrappati alle rocce tufacee, spesso anche per sostenerle, il leccio, il cerro, la rovere, la roverella, ecc.

Numerose anche la presenza di tombe etrusco-falische

Il secondo filmato lo abbiamo dedicato in parte al piccolo ma interessantissimo museo archeologico di Mazzano Romano e al percorso di ritorno lungo il sentiero 006 che coincide con il percorso della Francigena.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Pro_getto radici aps (@pro_gettoradici)

I resti esposti nel museo raccontano questo popolo già presente nel Lazio quando arrivarono gli etruschi con cui entrarono in contatto nel tempo.

Molti dei resti trovati nell’area del Treja si trovano principalmente nel museo nazionale di Villa Giulia o sparsi nei musei del mondo.

Interessanti dei pezzi esclusivi che possiamo trovare solo qui, quali le chiavi e i volti in argilla ritrovati, disposti in maniera tale da stabilire l’idea di comunità da mantenere in un momento storico difficile per tutta la comunità fallisca.

Altra nota caratteristica, le bellissime riproduzioni di donne falische riprodotte negli abiti e negli ornamenti dell’epoca.

Ritornati sul fiume Treia abbiamo attraversato un ponte in legno risalendo successivamente un percorso che si incunea tagliando una spessa colata lavica, proveniente dai distretti vulcanici Sabatino – Vicano di circa 600.000 anni fa.

Al termine il rientro al punto di partenza soddisfatti dei circa 10 km realizzati per assaporare un mondo a cui rivolgere una maggiore attenzione per la bellezza che esprime e per i ricordi di antiche popolazioni che ancora oggi esprimono un forte fascino.

Foto di Francesco Scovacricchi e Marco Piccinelli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *